Colpi di Penna - Recensioni di libri: Thriller
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domenica 27 gennaio 2019

Intensity - Dean Koontz

“Intensity” è un romanzo del 1995 scritto dall’autore americano Dean Koontz. La storia comincia pian piano, ci presenta i personaggi, ci fa entrare nello loro vite.Nelle prime pagine incontriamo Chyna, la protagonista, e la sua migliore amica, Laura. Viaggiamo con loro, impariamo ad amare il bel rapporto che le lega. Facciamo, poi, la conoscenza con la famiglia di Laura e non possiamo non apprezzare ognuno di loro. Il clima è disteso, amichevole,tutto sembra perfetto. La tranquillità, però, dura poco.

Genere: thriller
Editore: Sperling Paperback - Frassinelli
Pagine: 377

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lunedì 4 aprile 2016

L'assassino etico | David Liss

L'assassino, quando non era impegnato ad assassinare qualcuno, si comportava come una persona normale. Magari era convinto, davvero convinto, che Bastardo e Karen si fossero meritati quella fine. Ma chi meritava una fine del genere? Vivevo forse in un mondo in cui i malvagi venivano ammazzati da assassini virtuosi?

Genere: Thriller, Gialli
Editore: Tropea
Pagine: 381

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venerdì 30 settembre 2011

Petrolio in paradiso - Sabina Morandi

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Petrolio in paradiso
Sabina Morandi
Ponte delle grazie, 2005
p.228

***

Petrolio in paradiso: il classico libro che non t'aspetti, finito tra le tue mani per caso in una bancarella dell'usato. Unica fonte di attrazione, il titolo: Petrolio in paradiso, appunto.
Scritto nel 2005 da Sabina Morandi, giornalista che scrive di biotecnologie e ambiente per numerose testate, il libro è attualmente fuori catalogo, tuttavia se ne possono trovare copie su qualche libreria online.
Non è propriamente un romanzo, né una semplice inchiesta giornalistica, bensì un thriller ecologico che mischia alla realtà inventata dall'autrice, la verità nascosta di avvenimenti attualissimi. Nonostante non sia un'opera puramente letteraria della quale esaltare la nuda bellezza narrativa, è un libro che definisco bello per il suo portato di denuncia e verità che contiene.

Laura, giovane antropologa, viene assunta per una spedizione in Ecuador dalla Sartilo, società italiana specializzata in prospezioni petrolifere. Il suo ruolo sarà quello di mediatrice culturale con gli indios locali. Conosce poco del progetto aziendale, non sa che nessuno si aspetta di trovare dei nativi in quella terra vergine, ancestrale, né tanto meno s'immagina che i lavori di prospezione verranno effettuati in una riserva naturale protetta, e anche qualora spuntino dei “selvaggi”, una lauta somma offerta agli indigeni sarebbe l'unica mediazione per la distruzione del loro habitat. Laura non è l'unica protagonista di questa storia; oltre ai suoi colleghi c'è, dal lato opposto, Cesar, giovane kichwa che ha studiato alla scuola dei bianchi e ora presiede il primo consiglio kichwa riconosciuto dal governo.
AbeBooks.it: migliaia di librerie. Milioni di libri.
I kichwa sono l'antica popolazione che abita quei luoghi; antichi cacciatori e guerrieri, sono ormai ridotti a pigri bevitori dell'alcol portato dai bianchi. È una tribù destinata a scomparire per lasciare spazio al progresso, la cui sola scelta è morire con le proprie origini o emigrare tra il puzzo cittadino per evolversi in mendicanti. Bianchi e kichwa, in un crescendo drammatico, si incontrano in quel paradiso di mezzo, terra primordiale da sfruttare per i bianchi, patria e tradizione da salvare per i nativi.
La Morandi sa mediare molto bene tra le due storie, introducendo in ogni capitolo un frammento di storia reale: dalla nascita del movimento politico degli indios nel mondo, allo sterminio nascosto di molti popoli operato dalle multinazionali del petrolio. “Nessuna presenza indigena” è ciò che viene riferito. Non mancano attimi di pura espressione narrativa, momenti in cui la Morandi si lascia andare – e lascia che ne prendiamo parte – alla descrizione dei luoghi, alle sensazioni date da quella terra in cui si erge il vulcano Tristeza, che davvero sa di paradiso e che molti, ingratamente, vorrebbero distruggere nel nome del progresso: ma qual è il vero prezzo da pagare?

Alla fine del libro si trovano gli indirizzi web degli indigeni e altri link per approfondire l'argomento. Immancabili i ringraziamenti, i quali vanno alle persone che lavorano nel settore petrolifero, ai ragazzi della Campagna per la riforma della Banca Mondiale, ai gruppi indigeni e in particolare ai Sarayaku dell'Ecuador, che combattono contro l'invasione del loro territorio opponendo, ai fucili dei soldati, l'arma della denuncia e dell'azione nonviolenta.
Così conclude Sabina Morandi: “La speranza è che la storia romanzata ispirata dalla loro vicenda, susciti interesse e curiosità per quella vera”.
Sì, questo libro merita una seconda possibilità.
© Alessandro Giova

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giovedì 15 settembre 2011

Uomini che odiano le donne - Stieg Larsson

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 Uomini che odiano le donne
Stieg Larsson
Marsilio

***

 Il protagonista del romanzo è l'affascinante quarantenne Mikael Blomkvist, un giornalista che si occupa prevalentemente di economia e lavora per il mensile Millennium, di cui è socio con Erika Berger e Christer Malm. Mikael ha alle spalle un matrimonio fallito, ha una figlia quasi adulta che non vede quasi mai e una specie di ménage à trois con Erika, che è sposata ma ha con lui una manifesta e pluriennale relazione sessuale nonché d'amicizia.
Quando la storia inizia siamo a Stoccolma, dicembre 2002, a ridosso di Natale: Mikael è appena uscito con le ossa rotte da un processo che lo vede condannato a sei mesi di carcere per diffamazione nei confronti del potente finanziere Wennerström. Per evitare che la sua condanna, che ha suscitato uno scalpore enorme nel mondo giornalistico, si ripercuota negativamente nei confronti della rivista di cui è proprietario, Mikael si autosospende da Millennium nonostante i suoi soci non siano molto d'accordo nello scaricarlo anche solo apparentemente.
Nel frattempo, dall'altra parte della Svezia, nell'isola di Hedeby, un vecchio uomo d'affari in pensione da tempo, Henrik Vanger, dopo aver ricevuto per posta il quarantesimo fiorellino incorniciato che gli viene recapitato annualmente per il suo compleanno da quando la sua famiglia è stata funestata dalla scomparsa di Harriet, la sua nipote prediletta (figlia del suo fratello defunto), decide di non voler morire senza prima aver saputo che fine abbia fatto la sua pupilla, scomparsa da Hedestad quarant'anni prima senza lasciare traccia.
Il terzo filone della storia riguarda Lisbeth Salander, una giovanissima e apparentemente semianoressica ed asociale hacker che lavora per la Milton Security, un'azienda che si occupa di sistemi di sicurezza per la sua clientela ma che, tra i vari servizi offerti, reperisce informazioni su persone o aziende. Lisbeth, la ricercatrice punta di diamante della Milton Security, a causa dei suoi trascorsi è affidata ad un tutore col quale tutto sommato si trova bene; improvvisamente costui non può più occuparsi di lei poiché è stato colpito da un ictus, pertanto viene "affidata" ad un nuovo tutore, il viscido avvocato Nils Bjurman, che si manifesterà al lettore come il primo uomo che odia le donne, nei confronti del quale Lisbeth, da vittima, si trasformerà in carnefice, riappropriandosi così della sua vita e della sua autonomia.
 

Un mondo di stranezze letterarie su AbeBooks.it
Le storie di questi tre personaggi e di tanti altri ancora si intrecceranno fin quando la storia si dipanerà mostrando tutta una serie di uomini che odiano le donne da una parte, e dall’altra donne capaci non soltanto di ribellarsi alla violenza usata nei loro confronti dagli uomini, ma anche di riprendere in mano la propria vita, nonostante tutto.

Stieg Larsson non ha avuto la buona sorte di vedere pubblicato questo romanzo né gli altri due, La ragazza che giocava con il fuoco e La regina dei castelli di carta che compongono la trilogia Millennium (stesso nome della rivista della quale Blomkvist è proprietario) e questa credo sia una delle ragioni per cui il romanzo sembra essere stato pubblicato "grezzo", senza tagli e modifiche necessari, con una serie infinita di spunti, alcuni portati avanti e altri no.
Ho la sensazione che il romanzo sia stato pubblicato così come risultava essere nella sua ultima versione, magari con qualche aggiustatina ma non sostanziale, e voglio anche pensare che se Larsson fosse rimasto in vita per poter vedere pubblicata la sua opera, probabilmente il romanzo avrebbe avuto una faccia differente. Ecco: in Uomini che odiano le donne è come se ci fossero troppi ingredienti: tutto molto saporito ma forse un po' troppo saporito. Nonostante questo il libro è godibile e ne consiglio la lettura.
© advenimiento


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