lunedì 4 aprile 2016

L'assassino etico | David Liss


L'assassino etico
David Liss
pag. 384


L'assassino etico è un romanzo dello scrittore americano David Liss, pubblicato nel 2009, edito da Marco Tropea Editore nella collana I narratori. La sua prima opera narrativa è L'apprendista, uscita sempre con Marco Tropea Editore (2000), con in quale ha vinto l'_Edgar Allan Poe Award_ come miglior romanzo d'esordio. Sono seguiti Il mercante di caffè e La fiera dei corrotti. Non abbiamo letto nessuno degli altri romanzi di David Liss, quindi ci è impossibile confrontare le varie opere, pertanto ci limitiamo ad un analisi del solo L'assassino etico. 

 La storia si svolge in Florida. Tutto inizia in una torrida giornata nei pressi di un fatiscente trailer park. Lem Altick, un 17enne in cerca di soldi per potersi pagare gli studi universitari, fa il rappresentante porta a porta di enciclopedie. È a caccia del grande slam, ovvero una vendita multipla che gli farebbe incassare un bel bonus, quando una coppia di suoi potenziali clienti viene uccisa a sangue freddo davanti a lui dal vegetariano postmarxista Melford Kean. L'assassino promette al ragazzo di non fargli niente, a patto che tenga la bocca chiusa. Inizia così una scomoda relazione tra il Lem e Melford, dato che gli eventi che si succedono fanno emergere un giro malavitoso in cui le due vittime erano coinvolte ed anche molti noti personaggi della vita cittadina. Chi è il misterioso e stravagante assassino? Perché li ha uccisi? Perché parla di etica lui che uccide le persone a sangue freddo in nome di una giustizia tutta propria? Una commedia nera con il retrogusto di un thriller e i contorni provocatori di un saggio di etica e buon costume. Queste le premesse molti invitanti. L'idea di un assassino che agisce per motivi etici è molto affascinante e anche la rocambolesca avventura di un giovane che si appresta a fare il grande passo nel mondo degli adulti permette degli sviluppi narrativi da togliere il fiato. Non è facile trarre una conclusione generale ed omogenea sull'intero romanzo. Alti e bassi, punti in cui le pagine si divorano, momenti in cui al contrario si strapperebbero le pagine per darsi al decoupage. A grandi linee la storia nel suo complesso è accettabile, ma, almeno per quanto abbiamo letto in L'assassino etico, la scrittura di Liss è poco entusiasmante, a volte s'avviluppa su se stessa per la presentazione di personaggi che non si inquadreranno davvero fino almeno a pagina 100. Fin lì i pezzi del collage non vanno al loro posto e viene da chiedersi in che modo quei personaggi siano collegati tra loro. Oltretutto pare quasi che Liss tenti, senza successo, uno stile tendente all'aspro, al romanzo di strada, addirittura un potenziale pulp a cui mancano gli attributi. La narrativa fredda e cruda, pare ridicolizzarsi, forzatamente sanguigna, una preda mascherata da predatore senza successo. Lo stesso personaggio di Melford che dovrebbe essere il punto di forza, non aggiunge nulla di nuovo a ciò che già sappiamo riguardo vegetarianismo e etica in generale: l'impressione è che i suoi discorsi siano un espediente dell'autore per renderlo affascinante, ma arriva poco e male. Melford è portatore di una ridondante retorica animalista senza mordente; dovrebbe essere un misterioso paladino, dall'etica incomprensibile e affascinante, ma diventa noioso e banalmente prevedibile. Eppure sarebbe potuto essere un ottimo romanzo, anche perché la storia è interessante, la trama quando si riempe di azioni e di colpi di scena (sebbene molti dei quali appaiono telefonati: troppi preliminari). Un libro dunqe a metà, con alcuni aspetti interessanti, altri meno. Giorni ispirati, giorni meno. Può succedere.


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